del niente di tutto questo

e i ricordi sono tutti morti oppure riciclati come carta straccia per sporcare altra carta. dieci montenegro per digerire le tue parole. dieci dita in gola per vomitare le mie parole. e adesso puoi rinchiuderti ancora nel bagno. adesso puoi rinchiuderti per sempre tra le tue braccia e scrivere che siamo cannibali di noi stessi. sempre vegetariani con la bocca sporca di sangue. poi ingoia le tue lacrime e sorridi. sorridi. sorridi che la storia della risata la conosciamo bene. sorridi anche quando di te non se ne fanno niente. per i tuoi occhi sconvolgenti e sconvolti che non riescono ad abbassarsi. perchè non ci lasceranno mai andare e mille cose ci mancano ancora per essere davvero liberi. tra cui gli anni che gli abbiamo regalato e chiedersi ancora che cos’altro avremmo potuto fare.

delle tue certezze instabili

facciamo che fin quì abbiamo giocato e adesso inizia la vita vera. per questa nostra giovinezza attaccata al respiratore e questo insensato accanimento terapeutico fatto di rinvii di responsabilità. facciamo che adesso abbiamo capito che de andrè è una bomba che è stata disinnescata e quei vinili sullo scaffale sono residui bellici di una lontana guerra infinita. di questo paese sempre più malato ed insensato fatto di terroristi in divisa e black block da talk show. questo senso dell’onore che non ci appartiene e che vediamo quotidianamente ostentato in questa terra di fuoco che trema e sputa sangue sui suoi figli ingrati. sono ombre che si muovono su uno sfondo in cui tutto si fonde e si confonde. e più li conosci più ti fanno schifo. più sai e più rimpiangi l’ignoranza. l’ignoranza dei balli da spiaggia delle tue canzoni di merda del no non sono razzista però a casa mia non li voglio del così è giusto perchè così è sempre stato. l’ignoranza di dio e dei suoi figli. e forse ci vorrebbe l’atto di coraggio speranzoso di abbandonare tutto. non quello freddo con cui lui se n’è andato lasciando scritto: era solo per dirvi che non ho più niente da dirvi.