della liberalizzazione forzata delle nostre vite

che dovremo pur farcene qualcosa di queste vite. se avremo mai del tempo a dispozione per metterci ordine e buttare via tutti i giorni avanzati. i giorni finiti su pezzi di carta e files sparsi quà e là. la colonna sonora di un film che non vedranno mai. e se nei tuoi sguardi migliori c’è la scintilla di un giorno che non vuole arrivare. se nelle notti insonni senti ancora i suoi passi mentre ritorna dal bagno con una goccia di sangue sul braccio. se davanti allo specchio ti sorprende ritrovarti vestita di bianco. per quella costante sensazione che tutto possa da un momento all’altro crollare ancora più giù. per quel respiro di sollievo e quella leggerezza che hai provato dentro subito dopo il momento della perdita e che ti fa’ quasi vergognare dinanzi a te stessa. e pensi dov’è che andremo e dov’è che ci fermeremo e dopo ancora dov’è che resteremo. una bugia tiene insieme le risposte forse anche un’illusione. un po’ come accade con le persone con i governi o con dio.