di noi nati ostili e cresciuti ostinati

la prima parola è una goccia di pioggia che cade improvvisa. potrebbe essere il preludio ad un desiderato acquazzone e invece è nuovamente silenzio asfissiante. poi altre strade da provare e gli ennesimi vicoli ciechi bellissimi. c’è che ho finito di lavorare ad un altro pezzo. ci è finito dentro il nostro ultimo tentativo di sfuggire alla banalità. naturalmente fallito anche quello. così per domani abbiamo in programma le prove generali per la sconfitta. quanto costa questo futuro e quanto resta comunque incerto. se fosse quantificabile il prezzo di una seconda possibilità. dodicimilaeuronondigeribili. illeggibili. come certe parole che scrive solo di notte perché di giorno sarebbero proprio impensabili. come le madonne immaginarie di certe foto non ancora scattate. con le pillole sulla lingua e la coppa di martini in mano. oppure loro due indefiniti che si tengono per mano mentre vanno ad affrontare una guerra suburbana non si sa bene contro chi e contro cosa. che dovremmo probabilmente ribellarci innanzitutto a noi stessi. poi imparare ad abbandonare il resto. ripresa con variazione: M e le sue domande con il delay. cosa sei disposto a sacrificare? G e le sue risposte amniotiche. tutti gli altri.

di pretese e semplici necessità

delle tentazioni notturne e di noi che consumiamo la minima quantità di ossigeno necessaria per la comunicazione verbale. di G che dice di bruciare la quantità indispensabile di sigarette. le parole con il contagocce e una lacrima per ogni suo sorriso. i posaceneri sempre stracolmi per quante volte li si svuoti dalla finestra di questo terzo piano di merda. pacchetti vuoti disseminati per tutta la stanza. pezzettini di carta argentata a luccicare ovunque. fogli di carta incomprensibili. e sarà che ricordo sempre qualcun altro e poi i non sembri neanche tu. e poi chiedersi dov’è che andrà a schiantarsi questa giovinezza. nonostante tutto abbiamo ancora il coraggio di fare progetti per il futuro. dovesse pur essere l’ennesimo pensiero abortito. M e le sue domande disidratate. cosa sei disposto a sacrificare? G e le sue risposte incaute. tutto il resto.