dei licheni e del deserto dopo di noi

e poi moriremo come le star ma in case come alberghi senza stelle. resterà sorridente dove potrò sempre trovarlo ma non mi seguirà mai quando andrò via. la morte di ogni nostra già precaria giovinezza. sognando correvamo in campi di cemento e inciampavamo su cadaveri eccellenti. esilarante come un gesù cristo con un occhio gonfio e nero prodotto di maltrattamenti in famiglia. e ora che non c’è un cazzo da ridere ridiamo più forte. vi seppelliremo tutti. nel disordine immorale delle cose per filtrare i tuoi pensieri più sporchi quanti pezzi pensi che regga? la pomposità che mi fa schifo almeno quanto la parola che la indica. almeno quanto le divise di stato e di dio. e a Milano eravamo come infiltrati in territorio nemico. ci morivamo ancora come le stelle ma di un universo grande quanto un pacchetto di sigarette da dieci che da venti non ce lo possiamo mai permettere. tornarci indietro in un futuro indefinito ora che siamo peggiori. ora che ci resta soltanto tutto il resto della nostra vita. per un tempo in cui dici che ci lasceremo dentro solo voragini.