di significati insignificanti

G è sempre più convinto che dovremmo tornare ad essere un po’ bambini. essere bambini con la consapevolezza che non torneremo mai ad essere ciò che eravamo prima di rimanere orfani di padri che non abbiamo mai avuto. che ci sentiamo continuamente in bilico tra qualcosa e qualcos’altro e questo stare in mezzo non ci è mai stato bene. mentre la sensazione quotidiana è che niente possa mai bastare dal momento che tutti i nostri discorsi sul vivere la vita non servono a niente se poi la vita non si lascia vivere. se c’è una spiegazione scientifica del perché le idee più profonde arrivano mentre sprofondi noi qui non sprofondiamo più. galleggiamo su un mare di insicurezza aggrappati ai frammenti di una speranza naufragata. se poi gli occhi di M si posano su un’isola lontana nel futuro non ci resta che iniziare a nuotare senza chiederci se si tratti dell’ennesima allucinazione o se è la volta buona per la realtà. ora che non c’è più tempo per la chimica e bisogna fuggire a diete a base di benzodiazepine. che bisognerebbe stabilire una volta per tutte qual’è il posto che ciascuno di noi vuole occupare nelle rispettive vite degli altri. poi mettersi d’accordo per non invaderci più i sogni a vicenda. lasciarsi soli. lasciarsi in guerra. lasciarsi. per poi essere contenti di ritrovarsi cambiati. di ritrovarsi peggiori.