dell’inquietudine che ci toglie la parola

oltre le tue mani irraggiungibili da quì ci sono strati su strati di momenti sprecati. promesse non mantenute nel nome di una integrità interiore da preservare. c’è una cosa per cui non siamo ancora riusciti a trovare un nome ma che continua ostinatamente ad esistere nonostante il fatto che non riesca mai a trovare una sua forma concreta. quando ti viene voglia di sentire tra le mani la sostanza di questo essere senza esistere chiudi gli occhi e immagina un ricordo che non si è mai impresso nella tua memoria. oltre i tuoi occhi invisibili da quì ci sono giorni su giorni mai vissuti e impercettibili sussulti passati inosservati. c’è l’imprevedibilità degli eventi. quando ti viene voglia di sentire in bocca il sapore di cose mai realizzatesi riempi il bicchiere e bevi. poi riempilo di nuovo e bevi ancora. e ancora e ancora e ancora. poi scrivi. scrivi di quei pensieri a cui io non riesco più a dare forma di lettere. scrivi delle vite passate e dei desideri futuri che si perdono in mezzo a una folla di volti che neanche vediamo. scrivi della voglia di non stare male mai che si scontra con una realtà spietata insensibile e sorda ai sussurri dell’anima. scrivi di quando il cuore si fa pesante e il respiro sembra abbandonarci per poi tornare improvviso come se nulla fosse. come se non fosse morte questo non sentire niente che non appartenga ai pochi chili di carne che costituiscono il tuo essere materiale. come se non fosse vita questo desiderio infantile di possedere ogni centimetro della tua pelle scoperta.