del tempo e del suo precipitare

ti immagino muoverti controcorrente nel traffico umano della città che non dorme mai. lontana da questo mare, caparbia e invincibile nella tua armatura di cartapesta. lo sguardo febbrile di chi cerca la bellezza sempre e ovunque, anche tra le macerie di questo mondo insensibile. musica nelle cuffie per sovrastare il rumore del loro incessante brulicare. lezioni di yoga e meditazione per cercare di mettere a tacere quelle voci che ti si aggrovigliano dentro. la banalità del nostro male interiore. metti da parte i sorrisi per i futuri giorni senza colore. fallo oggi che avanzano, oggi che la vita ti appare più lieve e il peso dei rimpianti non sembra poi così tanto insostenibile. si potesse mettere da parte la felicità come si fa con un bene fortuito e non producibile. ma è come cercare di risparmiare sui soldi che non hai mai. mettere i sogni sul davanzale della finestra per farli respirare un po’, come segnale per dire che siamo ancora vivi, che non ci siamo ancora arresi, che si resiste traballanti e imperterriti nonostante questi tempi da brividi in cui abbiamo perso tutto, anche il grano. che se la storia siamo noi, adesso siamo noi questo piatto vegano. vado ancora a lavorare canticchiando lungo la strada De Gregori, lo confesso. conservo ancora qualche vecchia abitudine, prima fra tutte: non avere mai abitudini. lascio i fogli scritti a mano ad invecchiare nei cassetti, a sbiadire con i desideri, per il senso perso delle parole come atto del fare, per i nostri giorni che non arriveranno mai. perché quando ho bisogno di ritrovare un senso a questa mia esistenza, nei momenti in cui ho la netta sensazione di averlo lasciato indietro poggiato da qualche parte, sul tavolo di un bar, su una panchina alla fermata dal tram, su uno scoglio in riva al mare, come segnalibro tra pagine di poesie, dentro un pacchetto vuoto di sigarette, tra le foto che non sfoglio più o tra le cose il cui tempo è ormai passato e si guardano increduli della loro sopraggiunta irrealizzabilità. quando ho bisogno di ritrovare quel senso mi piace credere che mi basti andarlo a cercare in fondo ai tuoi occhi neri. i tuoi occhi irraggiungibili da qui.