di velleità sentimentalistiche

odio la solitudine se solitudine significa sentirsi senza di te. se restare da soli con sé stessi è diventato insostenibile e i pensieri fanno un rumore assordante che copre il debole suono delle nostre voci lontane. se non siamo fatti come gli altri e non abbiamo più bisogno di farci del male per sentirci vivi più di quanto sentiamo di esserlo. se le cicatrici che ci portiamo dentro bastano per ricordarci che non serve a niente dimenarsi per cercare di adattarsi. seguo la scia di parole che mi sono lasciato dietro e di tanto in tanto mi abbaglia la luce dei ricordi di ciò che ci ha spinto fino a qua. la magia degli incontri casuali, un sorriso che esplode improvviso, due occhi azzurri che hanno deciso di non riaprirsi più, due mani che si intrecciano nel buio, le lacrime di G nel momento dell’abbandono diluite nel Campari, l’amore incompiuto che si perde nella nebbia di milano, il cuore di M che batte sempre più forte ogni volta che vola sempre più lontano. la vita che rinasce sempre più intensa sotto il sole di Sicilia ogni volta che invece sembrava essersi spenta per sempre. un altro giorno passato a cercare di essere ciò che non siamo per cercare di farci amare da qualcuno che non ci ama per ciò che realmente siamo. un’altra notte passata a riflettere su ciò che avremmo voluto che fosse e invece non è stato. mentre l’ennesima alba insensibile ci sorprende con gli occhi spalancati su una vita che a tratti ci appare totalmente inutile e a tratti sembra non bastarci mai. che ce ne vorrebbero due venti duecento duemila per potere arrivare alla fine senza l’ombra di un rimpianto, per potersi abbracciare il numero minimo indispensabile di volte, per poter dirsi addio e poi ritrovarsi peggiori ma comunque pensare di essere la miglior cosa che si possa mai trovare. per trovare ancora una volta quel coraggio adolescenziale che ti dà il permesso di commettere quegli errori da cui la ragione della maturità ti tiene lontano. pensa a quanta libertà è racchiusa in un gesto istintivo come un bacio. la libertà dell’errore, la libertà della colpa, la libertà della sincerità. e invece ci teniamo la paura e la sua anestetica tranquillità, la discrezione e la sua calma apparente. quando sotto il mare piatto scorrono correnti che dalla superficie non diresti mai.